Torna alle storie
Roche – A fianco del coraggio
2a Edizione
BANDO CHIUSO
Voti totali:
"Dicono che le bestie quando arriva la tempesta “si stanno zitte”, e come investito da un senso di smarrimento, in cui le parole emersero lentamente come pesci dal fondo, per poi intrappolarsi e morir nella gola , quando ne avvertii l‘arrivo, anch’io come le bestie , “mi sono stato zitto”. Daniela l‘avevo conosciuta 4 anni prima, era bella da far girar la testa, aveva 28 anni ed una montagna di riccioli neri, densi come il coraggio che già in lei s’intuiva e me ne innamorai. Erano stati anni bellissimi, fatti di cose semplici che fanno felici, le cassette della frutta per comodini, arredare casa con quattro soldi e bombolette spray. Far tardi a letto la mattina, svegliarsi col caffè, prendersi cura ognuno dell’altro. Anni di viaggi, di amici e l'intenzione che ci portò un figlio, quando nacque Jacopo. Anni che nessuno ci porterà mai via. Poi d’ improvviso l’esordio, i primi sintomi, gli esami, i più stupidi, i più inutili...ed infine la sentenza, sclerosi multipla, per lei la più rapida e progressiva. Tante volte l’ho vista cadere per terra e tante volte rialzarsi, appoggiandosi al bastone che la derubava della sua giovinezza, ed ogni volta ho sperato che si fermasse lì. Nei mesi a venire le ricadute furono incessanti, e non trovai conforto in quelle notti tormentate, nemmeno nel sonno che arrivava sempre più vicino al mattino. La carrozzina era uno spettro devastante che prendeva a schiaffi la nostra giovinezza. E Daniela a lungo la rifiutò, benché stenti io stesso oggi a crederlo, per tutto quel tempo, io sono stato le sue gambe, e sono stati anni duri e faticosi anche per me, perché abitavamo in cima ad una ripida mattonata, e tante volte l'ho portata su con le mie braccia e tante volte ho incontrato lo sguardo della gente, ma non so dire, ripensandoci, se fosse stima o compassione, perché allora scelsi di pensare che fosse stupore. Negli anni a venire Daniela ha perduto la sua indipendenza, è stata violata nella sua dignità di donna e di persona, ma mai ha messo i panni del malato e se a volte l'ho vista piangere, mai compiangersi. Io, con tutti i miei limiti e le mie fragilità, non so se sia stato un buon compagno oppure no, ma so che non mi sono mai risparmiato e che mai ho indossato gli abiti del lutto dei sogni infranti e che sono stato capace di ridere anche quando non c’era niente da ridere, trovando a volte la felicità, perchè la vita è così, bastarda e meravigliosa. "